Firenze turisti in calo: Hotel che non raggiungono il 100% delle prenotazioni

Turisti in calo per Firenze, una realtà messa in luce dai dati forniti da Confesercenti Toscana che parla di un tasso di occupazione ridotto del 5% rispetto allo scorso anno.

Hotel che non raggiungono il 100% delle prenotazioni, mentre gli albergatori affermano che il 2018 aveva riservato più turisti a Firenze durante questo periodo dell’anno

Una percentuale che potrebbe essere attribuita alla crescita, attuale, dei turisti nelle località balneari in occasione di Ferragosto. Chiaramente le persone preferiscono luoghi più freschi, ma il problema di fondo sta nel fatto che nel 2018, proprio durante questo periodo, c’erano molti più turisti. Un dato che crea allarmismo non soltanto negli albergatori, ma anche nel presidente della sezione alberghiera di Confindustria Firenze, Giancarlo Carniani. Il presidente, infatti, parla di un declino iniziato a luglio, che ha coinvolgo maggiormente i turisti europei, portando non poche perdite per chi opera nel settore turistico.

Quest’anno Firenze sente, quindi, la mancanza di francesi, tedeschi, inglesi, ma anche nord americani, che di solito visitano le bellezze fiorentine in altri periodi dell’anno. Parliamo di un turismo che pone le sue fondamenta negli asiatici e negli americani, ma che si vorrebbe allargare intercettando altre nazionalità, cosa non facile se si considerano i prezzi di Firenze durante l’alta stagione.
Una preoccupazione che si fa lentamente strada tra gli albergatori, che hanno già abbassato i loro prezzi rispetto allo scorso anno, ma che ancora rimangono in allerta visto il probabile aumento dell’IVA.

Domanda e offerta dovrebbero andare di pari passo e, in questo momento, alzare i prezzi non sarebbe una buona mossa.